“So di non sapere”

“So di non sapere” Socrate.

È un aforisma che mi è sempre piaciuto : implica umiltà e riconoscere i propri limiti, ma anche voglia, anzi sete di  conoscenza.

Sarà il mio nome Sophia, sapienza , ma ho sempre avuto sete di sapere.

Da quando ho conosciuto Socrate è stato lui il mio mito. Si, una teenager che ha come mito Socrate.

Si tende a parlare tanto, a pretendere di essere esperti e a mettere in mostra le nozioni apprese, che, a un’analisi più approfondita, spesso si rivelano essere parziali, sommarie, se non addirittura errate.

Oggi ci sarebbe molto bisogno di un personaggio come Socrate: capace di ridimensionare tutti gli aspiranti esperti.

Siamo bombardati di notizie, tra cui molte riguardanti anche tematiche scientifiche; ma, purtroppo, non appena si è del settore appare chiaro che la maggior parte delle informazioni che circolano sono nella migliore delle ipotesi lacunose, se non addirittura errate. Ciò è anche dovuto al fatto che si vogliono affrontare temi molti complessi senza concedere ad essi uno spazio adeguato.

Accade, dunque, che dopo una trattazione approssimativa di una tematica ci si senta esperti, pronti a fare propaganda per non si sa che cosa.

Ho iniziato a studiare Biotecnologie perché pensavo che avrei potuto trovare la cura per una o più malattie. La ricerca è lunga, precisa e meticolosa: non fa per me. Me ne sono accorta ben presto, dai primi laboratori, ma ho continuato a studiare per sete di conoscenza.

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Penso soprattutto che oggi come oggi la conoscenza sia importante più che mai, proprio perché come dice Sheila Jasanoff nel suo libro “La scienza davanti ai giudici” la nostra è la società della conoscenza. In un certo senso per essere liberi, avere un nostro pensiero e potere scegliere come agire dobbiamo essere accuratamente preparati in moltissimi campi.

E così Socrate è tornato più attuale che mai.

So di non sapere: abbiamo bisogno di studiare e approfondire, non di sentirci forti e sicuri, rischiando di non comprendere quello che accade.

Sophi

Ps Socrate per certi versi mi ricorda Edi

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Fermarsi a riflettere

Con questo articolo mi farò odiare da molti.

Penso che oggi più che mai sia di grande attualità il filosofo Hans Jonas, che nelle sue

riflessioni afferma l’importanza del Principio di Responsabilità, Das Prinzip Verantwortung,  responsabilità per l’esserci in futuro degli uomini. Afferma l’importanza della dell’integrità umana anche nella sua essenza. L’importanza della rinuncia per un bene futuro o per evitare una catastrofe.

La tecnologia e i progressi della scienza sono grandiosi nella loro portata, ma possono anche condurre a gravi incidenti. Fermarsi un secondo a riflettere e a ponderare penso che potrebbe essere solo di giovamento per tutta la comunità.

Questa mia riflessione è nIMG-20160424-WA0018ata anni fa osservando i miei compagni di Biotecnologie, la maggioranza dei quali aveva una Fede cieca nella Scienza e nel Progresso. Credo che non si debba mai perdere lo Spirito Critico, l’autonomia di pensiero perché il fanatis

mo si nasconde sotto le forme più diverse, anche banali come scriveva Hanna Arendt.

Lungi da me essere contraria alla ricerca: credo solo che tutti dovrebbero prendersi un attimo di tempo per riflettere con coscienza e giudizio su che cosa stanno lavorando, per potere intraprendere la strada migliore per l’intera umanità. Questa problematica è, infatti, applicabile ai campi più diversi che vanno dalla genomica, ai trials clinici su pazienti, al recupero di fonti energetiche, alla salvaguardia del pianeta.

Sophi